VINTAGE / TRAINS / 1981

LEGO® Ideas Book 7777: quando i treni LEGO® erano un mondo intero

Non un libro di istruzioni, ma un biglietto per entrare in una ferrovia senza confini

Scalo ferroviario con locomotive e gru — LEGO® Trains Ideas Book 7777

Ci sono libri che si leggono, altri che si consultano e poi ci sono quelli che, soprattutto quando sei bambino, diventano veri e propri mondi nei quali entrare. Per me il LEGO® Trains Ideas Book 7777, pubblicato nel 1981, appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. Era interamente dedicato al mondo ferroviario LEGO®: locomotive, carri, scali merci, stazioni, ponti, segnali, tracciati, impianti e mezzi per la manutenzione della linea. Ma descriverlo semplicemente come un libro di idee sarebbe riduttivo, perché il suo vero valore era mostrarti quanto potesse diventare grande il sistema ferroviario che avevi tra le mani.

È forse questa la differenza che mi affascina maggiormente ancora oggi: il protagonista non era semplicemente il treno. C’era tutto quello che gli stava intorno. Binari, deviatoi, segnali, passaggi a livello, depositi, gru, ponti, stazioni, carri specializzati. La locomotiva era soltanto una parte di un organismo molto più grande. Sfogliando il 7777 si percepisce chiaramente una filosofia che oggi, nel mondo ferroviario LEGO®, faccio molta più fatica a ritrovare: la ferrovia era pensata come un sistema da costruire, espandere e modificare, non come una successione di singoli set.

Il libro alternava grandi fotografie di plastici ferroviari, dettagli tecnici, modelli alternativi e vere istruzioni. Comparivano anche set ufficiali dell’epoca, ma moltissime locomotive, carri e strutture erano modifiche o creazioni completamente nuove. In pratica LEGO® ti mostrava i suoi prodotti e subito dopo ti diceva implicitamente: bene, adesso dimentica per un attimo la scatola e prova a fare qualcosa di tuo.

Impianto di carico merci e carri ribaltabili — LEGO® Trains Ideas Book 7777

Non hai tutti i pezzi? Meglio ancora

La parte che trovo forse più significativa è il messaggio iniziale dell’Ideas Book. Il concetto era semplicissimo: probabilmente non possiedi esattamente tutti gli elementi utilizzati nei modelli che vedrai, ma questo non deve impedirti di provare. Usa quello che hai, cambia colori, modifica soluzioni, inventa. Per me gli Ideas Book sono tutti qui. Non erano cataloghi mascherati che ti mostravano altre quaranta cose da comprare: ti facevano venire voglia di tornare alla tua scatola dei LEGO® e ricominciare a costruire.

Vedevi una locomotiva meravigliosa ma non avevi le ruote giuste? Ne facevi un’altra. Il ponte utilizzava travi che non possedevi? Cercavi un sistema differente. Non avevi abbastanza binari per copiare il tracciato fotografato? Ne progettavi uno più piccolo. Non importava riuscire a riprodurre esattamente ciò che vedevi: l’obiettivo era provare. E probabilmente proprio quella scarsità di pezzi, che da bambini poteva sembrare un limite, diventava inconsapevolmente uno straordinario acceleratore di creatività.

Le grandi ambientazioni del 7777 contribuivano enormemente a questo processo. Non erano modelli fotografati sterilmente su fondo bianco, ma veri mondi pieni di attività. Potevi trascorrere parecchio tempo su una singola doppia pagina cercando di capire dove finisse un binario, come fosse costruita una gru, quale locomotiva apparisse sullo sfondo o cosa stesse facendo una minifigure. Ogni volta trovavi qualcosa che la volta precedente ti era sfuggito: un piccolo carro, una passerella, un segnale, una struttura ferroviaria, una combinazione di pezzi alla quale non avevi mai pensato. Era quasi un gioco dentro il gioco.

Stazione ferroviaria illuminata di notte — LEGO® Trains Ideas Book 7777

Locomotive impossibili, ponti, segnali e binari

Tra le immagini più iconiche c’è inevitabilmente la grande locomotiva a vapore nera. La guardavi, la volevi e sembrava quasi un set ufficiale. Ma non lo era. Per riprodurla fedelmente servivano elementi non banali, alcuni provenienti dai treni dell’epoca, ma ancora una volta il messaggio restava coerente: se non puoi costruire esattamente quella locomotiva, prendine l’idea, ridimensionala, cambiala e falla tua. Oggi parleremmo di MOC e MOD; allora eravamo semplicemente bambini che smontavano qualcosa perché avevano visto una fotografia e volevano provare a costruire una versione personale.

Lo stesso valeva per tutto il resto del libro: locomotive alternative, piattaforme, gru, ponti, segnali, scali e piccoli mezzi ferroviari. Persino elementi provenienti da altri temi potevano essere reinterpretati e finire all’interno della ferrovia. Ed è proprio questo che rende quelle pagine ancora oggi così moderne: non esistevano compartimenti stagni. Un elemento Space poteva diventare parte di un mezzo ferroviario, un pezzo Technic poteva sostenere un ponte. Il LEGO® System era davvero un sistema.

Una delle sezioni che oggi guardo con più nostalgia è quella dedicata ai tracciati. LEGO® arrivava a fornire strumenti per progettare la propria ferrovia su carta. Fermiamoci un momento: non ti vendeva soltanto un treno, ti invitava a progettare un’infrastruttura. È esattamente quello che intendo quando dico che i treni LEGO® di quell’epoca rappresentavano qualcosa di diverso. I modelli moderni possono essere più sofisticati e realistici, ma quella sensazione di sistema aperto, espandibile e progettuale si è progressivamente ridotta. Il 7777 non chiedeva semplicemente “vuoi costruire questo treno?”, ma quasi: “che ferrovia vuoi costruire tu?”

Copertina del LEGO® Trains Ideas Book 7777
Retro di copertina del LEGO® Trains Ideas Book 7777

4,5V, 12V e una LEGO® che ti lasciava lavorare

Il libro abbracciava sia il mondo 4,5V sia quello più sofisticato del 12V. Quest’ultimo resta probabilmente il più affascinante per la quantità di infrastrutture e funzioni che consentiva di integrare, ma il principio era lo stesso: ciò che possedevi non doveva diventare un limite creativo. Avevi il sistema più evoluto? Perfetto. Avevi soltanto un semplice treno a batteria? Perfetto lo stesso. Guarda le idee, prendi ciò che puoi e trasformalo in qualcosa di tuo.

Anche il modo in cui venivano presentate le costruzioni racconta un’altra epoca. Il libro presumeva che sapessi osservare, confrontare e capire. Non tutto veniva spiegato attraverso decine di passaggi elementari. A volte dovevi fermarti, studiare una fotografia e ragionare. Non credo significhi che una volta i bambini fossero più intelligenti, ma certamente LEGO® lasciava al costruttore una parte maggiore del lavoro. E quello sforzo faceva parte dell’esperienza.

C’è perfino una piccola continuità narrativa data dal ferroviere che attraversa il libro, quasi accompagnandoci da una scena all’altra. È una scelta semplicissima, ma contribuisce a far percepire il 7777 non come una raccolta casuale di modelli, bensì come un viaggio attraverso un enorme mondo ferroviario fatto di macchine, infrastrutture e soprattutto idee.

Officina ferroviaria con carroponte e locomotive — LEGO® Trains Ideas Book 7777

Il 7777 e il mio modo di vedere ancora oggi i treni LEGO®

Forse è anche per questo che, quando penso a un progetto ferroviario LEGO®, difficilmente riesco a vedere soltanto il convoglio. Mi interessa tutto ciò che gli accade intorno: il segnale, lo scalo, il piccolo edificio laterale, il carro particolare, il dettaglio meccanico quasi inutile ma capace di rendere credibile l’intero insieme. Perché un treno isolato può essere un bellissimo modello, ma quando inizi a costruirgli attorno un mondo diventa una ferrovia.

Il 7777 insegnava precisamente questo. E lo faceva senza tutorial, YouTube, Stud.io o BrickLink. Aveva fotografie, schemi, qualche istruzione e una quantità spropositata di idee. Ed era sufficiente.

È anche per questo che oggi questo libro non rappresenta per me soltanto un meraviglioso oggetto vintage. Racconta una filosofia LEGO® che sento particolarmente vicina: il modello finito non era il punto di arrivo, ma la materia prima per quello successivo. Costruivi, osservavi, capivi, smontavi e ricominciavi.

Forse oggi ci servirebbe di nuovo un 7777

Ogni volta che penso a questo libro mi viene inevitabilmente una domanda: cosa potrebbe essere oggi un nuovo LEGO® Trains Ideas Book? Con Powered Up, LED, sensori, programmazione, progettazione digitale e l’enorme varietà di elementi disponibili potremmo creare scali automatizzati, sistemi di segnalamento, piattaforme girevoli, locomotive realistiche, ponti e impianti industriali incredibili.

Potremmo fare cose pazzesche.

E invece il mondo ferroviario LEGO® ufficiale, sotto alcuni aspetti, è diventato molto più piccolo.

Forse è proprio questo che rende ancora così potente un libro pubblicato nel 1981. Non perché dobbiamo necessariamente tornare indietro, ma perché ci ricorda qualcosa di semplicissimo: il set che hai appena finito non dovrebbe essere la fine del gioco. Dovrebbe essere l’inizio.

Apri la scatola dei pezzi. Smonta qualcosa. Guarda quella locomotiva che non puoi costruire esattamente com’è. E provaci comunque.

Più di quarant’anni dopo, credo che il LEGO® Trains Ideas Book 7777 abbia ancora esattamente questo da insegnarci.

Il passaggio a livello LEGO® 7866 è un esempio concreto della filosofia ferroviaria raccontata da questo libro.