CITY / TRENI / 60469
LEGO® City 60469 Central Train Station: finalmente una stazione con qualcosa da dire
Verticale, ricca di dettagli e con una personalità che alle stazioni LEGO® recenti è spesso mancata
Le stazioni LEGO® City non sono certo una novità. Negli anni ne abbiamo viste parecchie e, almeno personalmente, ho spesso avuto la stessa sensazione: modelli gradevoli, giocabili, ma quasi sempre molto sviluppati in orizzontale, un po’ scarni e con quella fastidiosa impressione di avere davanti più una scenografia che una vera stazione. La 60469 Central Train Station cambia finalmente registro. Non è perfetta, e tra poco ci arriviamo, ma è senza dubbio una delle stazioni LEGO® City più interessanti che abbia costruito negli ultimi anni.
La prima cosa che colpisce è proprio lo sviluppo verticale. La struttura cresce su più livelli, attraversa il binario con una grande arcata e integra persino un ascensore funzionante che porta alla sala di controllo superiore. Già questo basta a darle un’identità molto più forte rispetto alle classiche stazioni basse e allungate viste tante volte in passato. Il set contiene 752 pezzi e una buona popolazione di personaggi, ma è soprattutto il modo in cui questi elementi vengono distribuiti a far sembrare il modello molto più ricco di quanto il numero di pezzi possa suggerire.
Finalmente un’architettura ferroviaria credibile
La parte che mi ha conquistato di più è senza dubbio la grande arcata centrale. LEGO® ha utilizzato elementi Technic curvi lasciando volutamente visibili dentature e geometrie, ottenendo un effetto quasi industriale che ricorda certe grandi strutture metalliche delle stazioni storiche. Sarà deformazione professionale, sarà la mia passione per i treni, ma guardandola ho pensato immediatamente alle grandi campate in acciaio delle stazioni ferroviarie vere, con quell’aspetto fatto di ferro, bulloni e strutture pensate prima di tutto per sostenere qualcosa.
Anche la copertura trasparente funziona molto bene. È ottenuta attraverso elementi normalmente destinati ad altri utilizzi, combinati in modo da creare una superficie curva che accompagna perfettamente l’arcata. È una soluzione semplice ma visivamente efficace, e proprio questi piccoli espedienti sono spesso quelli che mi fanno apprezzare maggiormente un set.
La stazione è poi piena di dettagli: biglietteria automatica, bar con macchina del caffè e croissant, orari dei treni, segnaletica, sala controllo, torre dell’orologio e perfino un piccolo nido per i due piccioni inclusi. Nella sala controllo c’è anche un dettaglio che, da appassionato di treni LEGO® di vecchia data, non potevo non notare: sulla console compare qualcosa che richiama chiaramente i vecchi regolatori di velocità dei sistemi ferroviari del passato. Una piccola citazione, ma sufficiente per far sorridere chi viene da quell’epoca.
L’ascensore è semplice, ma funziona
Una delle funzioni più interessanti è l’ascensore. Il meccanismo utilizza una grossa vite senza fine che permette alla piattaforma di salire e scendere all’interno della colonna. Il comando è nascosto con una certa ironia sotto uno dei piccioni: ruotandolo si aziona il sistema.
Qui però emerge anche uno dei compromessi tipici dei set City contemporanei. La piattaforma dell’ascensore utilizza un grande elemento dedicato che semplifica enormemente la costruzione. Funziona bene, ma appartiene a quella categoria di pezzi che personalmente continuo a guardare con un po’ di diffidenza: elementi molto grandi, molto specifici, che riducono il numero di pezzi e velocizzano il montaggio, ma a volte danno quella sensazione un po’ più “giocattolo prefabbricato” che LEGO® costruito.
Non è l’unico caso nel set. Ci sono diversi elementi di grandi dimensioni utilizzati per ottenere rapidamente forme e volumi importanti. Capisco perfettamente la necessità di mantenere costi, complessità e fascia d’età sotto controllo, ma sapete già come la penso: quando trovo un pezzo enorme che risolve in un colpo solo qualcosa che avrei preferito costruire con dieci pezzi più piccoli, una parte di me continua inevitabilmente a storcere il naso.
Gli adesivi: sì, servono. Ma quanto li odio
Ci sono alcuni sticker e, in questo caso, devo ammettere che servono davvero. Senza cartelli, orari, insegne e dettagli grafici, alcune zone della stazione risulterebbero decisamente troppo vuote. Il problema è che un paio di questi adesivi devono essere applicati all’interno di superfici incassate e il margine di errore è praticamente nullo.
Se l’adesivo scappa e si attacca storto, recuperarne l’allineamento diventa un esercizio di pazienza zen. È esattamente il motivo per cui continuo a preferire gli elementi serigrafati. Qui consiglio seriamente di aiutarsi con altri pezzi LEGO® come riferimenti per mantenere centraggio e orizzontalità. Sembra una stupidaggine, ma può salvarvi da parecchie bestemmie.
Il vero limite: un solo binario
Ed eccoci al difetto principale. La 60469 è una stazione a ponte molto scenografica, ma l’arcata permette il passaggio di un solo binario. In un piccolo set indipendente può funzionare, ma se volete inserirla in un vero diorama ferroviario diventa rapidamente un limite.
Personalmente la prima cosa che farei sarebbe una MOD per allargare la campata e ottenere almeno due binari. Non credo nemmeno sia particolarmente difficile: il progetto sembra quasi invitare a essere esteso. Con due set si potrebbe probabilmente arrivare a una stazione decisamente spettacolare, magari simmetrica, mantenendo la torre dell’ascensore al centro.
C’è poi il problema dell’altezza. Con materiale rotabile privo di pantografo non ci sono particolari difficoltà, ma con locomotive elettriche e pantografi sollevati lo spazio sotto l’arcata diventa insufficiente. Anche qui basterebbe probabilmente aumentare leggermente l’altezza durante una eventuale modifica.
Un’altra piccola stranezza riguarda il livello sopra il bar: esiste uno spazio utilizzabile, ma non c’è un collegamento particolarmente logico che permetta alle minifigure di raggiungerlo. È uno di quei punti nei quali si percepisce che la struttura è stata progettata prima di tutto per funzionare visivamente.
Una stazione che chiede di essere illuminata
C’è infine una cosa che, guardando il modello finito, continuo a pensare: quanto sarebbe bella illuminata?
Il semaforo ferroviario rosso e verde, i fari sulla struttura, la sala controllo, il bar, qualche piccola luce interna. Questa stazione di sera potrebbe essere fantastica. Ed è qui che torno inevitabilmente a uno dei miei tormentoni: negli anni ’80 LEGO® aveva già elementi luminosi specifici per il sistema ferroviario. Oggi abbiamo possibilità tecniche enormemente superiori, eppure per illuminare seriamente un modello dobbiamo quasi sempre rivolgerci a kit di terze parti con fili sottilissimi da nascondere ovunque.
Un piccolo sistema LEGO® moderno pensato per luci, segnali e infrastrutture ferroviarie sarebbe perfetto proprio per set come questo. La 60469 sembra quasi progettata per dimostrarne la mancanza.
Il mio giudizio
Nonostante i difetti, il giudizio rimane decisamente positivo. Anzi: tra le stazioni LEGO® City che ho recensito finora, questa è probabilmente quella che mi è piaciuta di più.
Ha una vera presenza, un’architettura riconoscibile, uno sviluppo verticale finalmente interessante, una bella varietà cromatica e tanti piccoli dettagli che rendono piacevole esplorarla anche dopo il montaggio. Il teal, il dark blue, il beige, il bianco, il bluish grey, il nero e perfino il giallo di sicurezza convivono sorprendentemente bene e il risultato finale è molto più armonioso di quanto l’elenco dei colori potrebbe far pensare.
Soprattutto, è uno di quei set che guardo e penso immediatamente a come modificarlo. Allargare l’arcata. Raddoppiare i binari. Aumentare leggermente l’altezza. Aggiungere le luci. Estendere le piattaforme.
E per me questo è quasi sempre un ottimo segnale.
Perché quando un set LEGO® non ti fa soltanto pensare “bello, l’ho finito”, ma ti fa venire voglia di prendere altri pezzi e continuare a costruirci intorno, significa che qualcosa lo ha fatto decisamente bene.
