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IDEAS / 21344 · 2023

LEGO Ideas Orient Express: un viaggio lungo un metro tra fascino, dettagli e qualche scelta difficile da capire

Ci sono set LEGO che compri perché ti interessa la costruzione, altri perché ti piace il soggetto e altri ancora che sai già che, una volta terminati, finiranno per diventare protagonisti della stanza.

Il LEGO Ideas Orient Express per me appartiene decisamente a quest’ultima categoria.

Lo aspettavo praticamente da quando era stato annunciato e, dopo averlo finalmente costruito, posso dirlo: mi sono innamorato di questo set pezzo dopo pezzo.

Questo però non significa che sia perfetto. Anzi, ci sono alcune scelte che continuo a non capire e che, soprattutto parlando di un treno LEGO, trovo piuttosto discutibili.

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Prima del LEGO, c’era una leggenda

L’Orient Express entra in servizio nel 1883, collegando Parigi con Costantinopoli, l’attuale Istanbul. Nel corso della sua storia diventa molto più di un semplice collegamento ferroviario: lusso, grandi viaggi attraverso l’Europa e quell’immaginario che ancora oggi associamo immediatamente al suo nome.

A renderlo ancora più leggendario ha contribuito naturalmente anche Agatha Christie con Assassinio sull’Orient Express.

Era quindi quasi inevitabile che prima o poi un treno del genere diventasse un set LEGO.

La configurazione scelta comprende una locomotiva a vapore con tender, una carrozza ristorante e una carrozza letto. Una composizione inevitabilmente ridotta rispetto a un vero Orient Express, ma sufficiente a raggiungere una lunghezza davvero importante.

E quando dico importante intendo che, una volta assemblato, bisogna anche cominciare a chiedersi dove diavolo metterlo.

Un modello che fa una scena incredibile

Il primo impatto è probabilmente il suo punto di forza maggiore.

Blu scuro, dettagli dorati, tetti chiari, locomotiva a vapore e quelle due enormi carrozze: esposto nella sua interezza, l’Orient Express è veramente spettacolare.

Ma la parte che mi ha conquistato maggiormente arriva quando si rimuovono i tetti delle carrozze.

Nella carrozza letto troviamo ambienti di prima e seconda classe. La zona più lussuosa comprende letto matrimoniale, divano, scrittoio con macchina da scrivere e bagno separato. C’è persino il caratteristico specchio sopra la testiera del letto, ricreato attraverso un elemento adesivo.

Nell’altra parte troviamo invece una sistemazione più semplice con letti a castello, tavolino e bagno.

La carrozza ristorante non è da meno: tavoli apparecchiati, zona bar e pannellature decorative cercano di ricreare quell’atmosfera estremamente elegante che ha contribuito al mito dell’Orient Express.

È proprio esplorando questi interni che il modello comincia realmente a raccontare qualcosa.

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Ma quanto è fedele al vero Orient Express?

Qui la questione diventa più complicata.

Il progetto originale presentato su LEGO Ideas aveva caratteristiche differenti e, osservando fotografie storiche e contemporanee dell’Orient Express, ho avuto la sensazione che il modello definitivo abbia scelto una sorta di interpretazione tra epoche diverse.

Alcuni elementi richiamano chiaramente l’Orient Express storico degli anni ’20 e ’30, mentre altri sembrano molto più vicini all’immagine dei convogli di lusso contemporanei.

Anche alcuni dettagli delle carrozze sono stati semplificati. I finestrini, per esempio, hanno dimensioni molto uniformi, mentre sulle carrozze reali troviamo aperture di dimensioni differenti.

Non considero necessariamente tutto questo un difetto: rimane un modello LEGO, non una riproduzione ferroviaria in scala.

Ma è interessante perché il risultato finale sembra voler rappresentare soprattutto l’idea dell’Orient Express, più che un preciso convoglio appartenente a un determinato periodo storico.

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Alcune scelte sulla locomotiva mi convincono molto meno

Se le carrozze sono probabilmente la parte che preferisco, sulla locomotiva ci sono alcuni dettagli che trovo meno riusciti.

La zona anteriore, per esempio, mi dà una strana sensazione di incompiuto: alcuni stud rimangono visibili e personalmente avrei preferito una finitura più pulita.

Ma soprattutto ci sono le bielle.

È stato realizzato un elemento specifico per questo modello e proprio per questo mi sarei aspettato qualcosa di più raffinato. Le trovo grosse, molto plasticose e poco armoniose rispetto al livello estetico raggiunto dal resto del treno.

È uno di quei dettagli che, una volta notato, faccio fatica a non vedere.

Anche gli agganci sono una scelta particolare

Un’altra decisione che mi ha sorpreso riguarda il collegamento tra locomotiva, tender e carrozze.

Non vengono utilizzati i tradizionali agganci magnetici dei treni LEGO, ma un sistema con giunto sferico.

Funziona, naturalmente, ma rende il convoglio meno immediatamente compatibile con altri treni LEGO.

E per un appassionato che possiede già locomotive e materiale rotabile è una scelta che inevitabilmente lascia qualche perplessità.

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E arriviamo all’elefante nella stanza: non è motorizzato

Qui, per me, c’è il vero problema.

Stiamo parlando di un treno LEGO da circa un metro di lunghezza.

E nasce sostanzialmente come modello da esposizione.

Non soltanto non viene fornito alcun sistema di motorizzazione, cosa che potrei tranquillamente comprendere considerando l’aumento di prezzo che avrebbe comportato, ma non viene proposta nemmeno una vera soluzione ufficiale per motorizzarlo successivamente.

Ed è difficile capire il perché.

Il tender ha addirittura uno spazio interno che sembra quasi fatto apposta per ospitare componenti Powered Up. Altri treni LEGO, come il Crocodile, venivano venduti senza motore ma erano predisposti per poter essere motorizzati facilmente.

Qui invece dobbiamo arrangiarci.

E naturalmente è esattamente quello che farò.

Perché un Orient Express LEGO lungo un metro che rimane immobile su un binario, per quanto bello possa essere, per me è quasi un peccato mortale.

E già che parliamo di binari…

Qui apro un’altra parentesi che riguarda più in generale il sistema ferroviario LEGO moderno.

Il set comprende un tratto di binario espositivo, soluzione sicuramente apprezzabile considerando che il modello nasce principalmente per essere mostrato.

Ma se decidete di farlo realmente viaggiare, arriva un altro problema.

LEGO non offre una confezione che permetta semplicemente di acquistare tutto il necessario per costruire un normale ovale.

La confezione di espansione contiene un assortimento di elementi che obbliga ad acquistarne diverse per ottenere un circuito completo.

Ed è abbastanza paradossale pensando a quello che raccontavamo parlando dei treni LEGO degli anni ’80: allora esisteva praticamente un accessorio per ogni esigenza ferroviaria, mentre oggi anche costruire un semplice tracciato può diventare inutilmente complicato.

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Un treno del genere chiedeva anche una cosa: la luce

Guardate quelle carrozze.

Finestre enormi, interni dettagliatissimi, ristorante, camere da letto, tavoli e decorazioni.

Adesso immaginatele illuminate con una luce calda.

Probabilmente sarebbe una meraviglia.

Ed è un peccato che LEGO non abbia previsto un sistema di illuminazione dedicato. Naturalmente esistono kit di terze parti e ammetto che su un modello come questo la tentazione di provarne uno è parecchio forte.

Perché l’illuminazione non sarebbe soltanto un effetto speciale.

Farebbe letteralmente vivere gli interni.

Quindi vale il suo prezzo?

Arriviamo alla domanda inevitabile.

Parliamo di un set da circa 300 euro, quindi certamente non di un acquisto impulsivo.

Ma è anche un modello enorme, estremamente scenografico e con interni che offrono moltissimo da osservare.

Ci sono difetti.

Alcune scelte estetiche sulla locomotiva non mi convincono, gli agganci sono particolari, la base espositiva è piuttosto ripetitiva da costruire e soprattutto continuo a non comprendere la totale assenza di una soluzione ufficiale per la motorizzazione.

Eppure, una volta finito, devo ammettere una cosa:

mi piace tantissimo.

Se amate i treni LEGO e cercate un grande modello da esposizione, l’Orient Express è uno di quei set capaci di diventare immediatamente protagonisti di una collezione.

Se poi riuscite a trovarlo con un buono sconto, ancora meglio.

Per me il vero peccato non è ciò che questo set è.

È quello che avrebbe potuto essere con pochi accorgimenti in più.

Un sistema di illuminazione.

Una predisposizione ufficiale alla motorizzazione.

Qualche dettaglio della locomotiva maggiormente rifinito.

Perché la base era già eccezionale.

E infatti, nonostante tutte le critiche, alla fine rimane la cosa più importante:

questo Orient Express mi ha fatto venire voglia di farlo viaggiare.

E un treno che riesce a fare questo, probabilmente, ha già fatto buona parte del suo lavoro.

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