IDEAS / 21360 · 2025
LEGO® Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato
Un’esplosione di colori, dettagli e fantasia
Ci sono set LEGO® che si costruiscono. E poi ci sono set che, mattoncino dopo mattoncino, riescono a trasportarti dentro un mondo.
Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato appartiene decisamente alla seconda categoria.
Avevo già avuto modo di vedere il modello dal vivo prima di costruirlo e quindi, almeno esteticamente, sapevo più o meno cosa aspettarmi. Quello che non conoscevo era l’esperienza di montaggio. Ed è proprio costruendolo che ho capito quanto questo LEGO® Ideas sia più complesso, ricco e interessante di quanto possa sembrare osservandolo semplicemente in fotografia.
E continuo a sostenere una cosa: per me questo potrebbe tranquillamente essere considerato anche un set natalizio. Willy Wonka fa parte di quell’immaginario fantastico che, almeno per la mia generazione, è legato anche ai film che tornavano puntualmente in televisione durante le feste. Colori, dolci, fantasia, nostalgia: gli ingredienti ci sono praticamente tutti.
Prima dei mattoncini, c’era Willy Wonka
La storia nasce naturalmente dal romanzo “Charlie and the Chocolate Factory” di Roald Dahl, pubblicato nel 1964.
Dahl raccontò di essersi ispirato anche ai ricordi della propria infanzia, quando alcune aziende dolciarie britanniche inviavano prodotti nelle scuole per farli assaggiare ai bambini e raccogliere le loro impressioni. Un mondo fatto di ricette custodite gelosamente, esperimenti e competizione che contribuì alla nascita dell’immaginario della misteriosa fabbrica di Willy Wonka.
Nel 1971 arrivò il primo adattamento cinematografico, con Gene Wilder nei panni di Wonka. È il film al quale personalmente sono più legato: essendo nato negli anni Settanta, appartiene a quella categoria di pellicole che negli anni Ottanta capitava di ritrovare periodicamente in televisione.
È un film figlio della propria epoca, con scenografie e atmosfere che oggi possono ricordare vagamente anche Il Mago di Oz, ma possiede ancora un fascino incredibile.
Nel 2005 è arrivata invece la versione diretta da Tim Burton, con Johnny Depp. Molto diversa, decisamente più dark e a tratti persino inquietante, ma anche estremamente affascinante e più vicina per diversi aspetti allo spirito del romanzo.
Infine abbiamo avuto Wonka, che anziché raccontare nuovamente la storia di Charlie ha scelto la strada del prequel, concentrandosi sulla giovinezza del personaggio.
Tre interpretazioni molto differenti dello stesso universo. Ed è interessante vedere come ciascuna rifletta anche il periodo nel quale è stata realizzata.
Ma veniamo ai mattoncini.

Un diorama che racconta un intero mondo
La prima cosa che colpisce del set finito è la quantità impressionante di elementi che i designer sono riusciti a concentrare all'interno di uno spazio relativamente compatto.
Non abbiamo semplicemente “la fabbrica di cioccolato”.
Abbiamo un vero diorama tridimensionale, sviluppato su diversi livelli, all’interno del quale convivono vegetazione, strutture, tubazioni, alberi, funghi, caramelle, elementi scenografici e naturalmente l’immancabile fiume di cioccolato.
C’è persino la celebre barca utilizzata per trasportare i visitatori all’interno della fabbrica, che potrebbe tranquillamente essere considerata un piccolo set nel set.
La base inizialmente utilizza soprattutto tonalità naturali: marrone scuro, marrone, verde. Durante le prime fasi della costruzione ci si trova quindi davanti a una struttura relativamente sobria e molto stratificata.
Poi succede qualcosa.
Continuando a costruire iniziano ad apparire colori ovunque.
Rosa, viola, giallo, rosso, verde, azzurro. Piccoli elementi che progressivamente trasformano quella base quasi monocromatica in una specie di gigantesca esplosione di caramelle.
Ed è proprio qui che secondo me il modello dà il meglio di sé.
Il colore è parte del progetto
Utilizzare tanti colori non significa automaticamente ottenere un modello bello.
Anzi.
Più colori si inseriscono in una costruzione, più diventa difficile mantenere un equilibrio cromatico senza trasformare tutto in una confusione visiva.
Qui invece il lavoro è notevole.
Ogni zona possiede una propria identità e persino elementi apparentemente secondari – alberi, piante, funghi, tubazioni – sono costruiti utilizzando combinazioni differenti.
Durante il montaggio ci si rende conto che dietro questa apparente follia cromatica c’è in realtà uno studio molto preciso dei colori.
Il risultato è armonioso, divertente e soprattutto perfettamente coerente con l'universo di Willy Wonka.
Piccolo effetto collaterale: costruendolo mi è venuta una voglia mostruosa di mangiare caramelle, cioccolato e qualunque altra schifezza zuccherata avessi a disposizione.
Siete avvisati.


Un montaggio tutt’altro che banale
Non fatevi ingannare dall’aspetto giocoso.
Questo non è un set particolarmente facile da costruire.
Gran parte del modello è composta da elementi molto piccoli, spesso 1x1 e varianti altrettanto minute, che richiedono parecchia attenzione.
Personalmente ho dovuto tornare indietro in alcuni passaggi perché mi ero accorto di avere posizionato qualche elemento nel punto sbagliato.
È quindi uno di quei set che consiglio di montare con calma, senza avere fretta e possibilmente quando siete abbastanza riposati.
In compenso è anche una piccola palestra di tecniche costruttive.
La conformazione irregolare del terreno, le curve, i diversi livelli e le strutture organiche obbligano a utilizzare soluzioni molto differenti tra loro.
E, come ormai accade sempre più frequentemente anche nei set System, troviamo alcuni componenti LEGO® Technic utilizzati per ottenere movimenti, collegamenti o geometrie che con i soli elementi tradizionali sarebbero difficili da realizzare.
Sotto la cascata, ad esempio, si nasconde una parte della meccanica che permette di animare il modello.
Per quanto mi riguarda questa contaminazione tra System e Technic è assolutamente benvenuta: se un componente permette di ottenere una determinata funzione, perché non utilizzarlo?
Istruzioni: qui qualcosa si poteva migliorare
Se devo trovare un vero difetto nell’esperienza di costruzione, riguarda proprio le istruzioni.
In alcuni passaggi la visualizzazione prospettica del modello non rende immediatamente chiaro dove debbano essere posizionati determinati piccoli elementi.
Quando si lavora con pezzi minuscoli all’interno di una costruzione così densa, una vista dall’alto aggiuntiva avrebbe aiutato parecchio.
Il modello inoltre viene fatto ruotare molte volte durante la costruzione e, considerando la quantità di dettagli presenti, qualche passaggio finisce per richiedere più attenzione del necessario.
Naturalmente potrebbe anche essere colpa della mia età che avanza…
Ma qualche vista supplementare, secondo me, avrebbe reso il montaggio più immediato.
Un dettaglio dentro un altro dettaglio
La cosa straordinaria è che continuando a osservare il modello si scoprono continuamente particolari nuovi.
Ci sono zone quasi nascoste, piccoli ambienti, scritte, accessori e persino una lente realmente funzionante inserita all’interno di uno degli elementi.
Ed è questa probabilmente la caratteristica che più mi ha sorpreso.
Mi aspettavo un modello scenografico.
Non mi aspettavo questa densità di dettagli.
Fortunatamente molti degli elementi più importanti sono stampati. Anche i celebri Biglietti d’Oro tenuti dalle minifigure sono elementi decorati e non richiedono l’applicazione di adesivi.
Gli sticker comunque ci sono.
Non sono tantissimi, ma devo ammettere che su un set di questo livello avrei preferito trovare esclusivamente elementi stampati. Gli adesivi vengono utilizzati soprattutto per arricchire la barca e alcuni piccoli dettagli della fabbrica e, fortunatamente, il modello rimarrebbe estremamente ricco anche senza applicarli.
Le minifigure e la barca
Il set comprende numerosi personaggi che permettono di ricreare le scene più riconoscibili della storia, compresi naturalmente gli Oompa Loompa, realizzati utilizzando le gambe corte non articolate.
Ma una menzione particolare la merita la barca.
È bellissima.
Ricca di dettagli, completa delle pale e perfettamente integrata nel diorama, possiede una presenza tale da sembrare quasi un piccolo modello indipendente.
È uno di quegli elementi che dimostrano quanto sia stato importante, nella progettazione del set, non limitarsi a costruire semplicemente una scenografia.


E se lo motorizzassimo?
Naturalmente non potevo resistere.
Ho provato a motorizzare il modello.
Non è una funzione prevista dalle istruzioni, ma realizzarla è relativamente semplice: nel mio caso ho rimosso temporaneamente la gradinata d’ingresso e inserito un motore collegato attraverso una trasmissione e una riduzione.
Il consiglio è uno solo: fatelo girare lentamente.
Una velocità eccessiva non soltanto risulta poco realistica, ma aumenta parecchio rumorosità e sollecitazioni sulla meccanica.
Rimane comunque un esperimento interessante e dimostra ancora una volta quanto questo modello si presti alla personalizzazione.
La cascata di cioccolato: bella idea, resa meno convincente
Se devo trovare invece il particolare che mi convince meno dal punto di vista estetico, scelgo la cascata di cioccolato.
Capisco perfettamente il problema: riprodurre con elementi LEGO® una sostanza liquida, organica e in movimento è difficilissimo.
Probabilmente non esiste neppure una soluzione realmente perfetta.
Osservandola, però, è la parte che mi restituisce meno la sensazione del cioccolato fuso rispetto a quanto il resto del modello riesca invece a evocare perfettamente l'ambiente del film.
Stiamo comunque andando davvero a cercare il pelo nell'uovo.
Un set che vorrei vedere illuminato
C’è infine una cosa che questo modello mi ha fatto pensare ancora una volta: LEGO® dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’illuminazione integrata nei set destinati agli adulti.
Provate semplicemente a immaginarlo.
I lampioni accesi, le parti trasparenti illuminate, le nicchie, i tubi e i diversi elementi della fabbrica che emergono nell’oscurità.
Un modello del genere cambierebbe completamente personalità.
Esistono naturalmente kit prodotti da aziende esterne, ma comportano quasi sempre una quantità di cavetti molto sottili da nascondere all’interno della costruzione.
Mi piacerebbe vedere prima o poi un sistema LEGO® realmente pensato per integrare l’illuminazione direttamente nella progettazione dei modelli.
Su un set come questo sarebbe spettacolare.
Conclusioni
Devo ammetterlo: mi aspettavo molto meno.
Pensavo di trovarmi davanti a un bel LEGO® Ideas, colorato, divertente e soprattutto legato a un film iconico.
Mi sono invece trovato davanti a un modello estremamente curato, complesso e sorprendentemente tecnico.
La costruzione richiede tempo e attenzione, ma proprio per questo riesce a essere molto gratificante. È piena di piccole tecniche interessanti, utilizza in maniera intelligente elementi System e Technic e soprattutto riesce a mantenere un equilibrio cromatico notevole nonostante l'enorme quantità di colori presenti.
I difetti?
Le istruzioni in alcuni passaggi potevano essere più chiare, avrei preferito qualche elemento stampato in più al posto degli adesivi e la cascata di cioccolato è probabilmente la parte che mi convince meno esteticamente.
Ma sono davvero osservazioni marginali rispetto alla qualità complessiva del modello.
E la cosa forse più interessante è che non credo sia necessario essere fan sfegatati di Willy Wonka per apprezzarlo.
Se conoscete i film, naturalmente scoprire tutti i riferimenti rende l'esperienza ancora più divertente. Ma anche considerandolo semplicemente come modello LEGO®, rimane una costruzione ricchissima, tecnicamente interessante e soprattutto diversa da quasi tutto quello che normalmente troviamo sugli scaffali.
Per me è anche uno di quei set perfetti da costruire lentamente durante le feste.
Fuori fa freddo, magari è già buio, sul tavolo avete una montagna di mattoncini colorati e davanti a voi prende forma, un pezzo alla volta, la Fabbrica di Cioccolato.
Possibilmente tenete lontano il sacchetto delle caramelle.
Perché arrivati a metà costruzione potrebbe essere già troppo tardi.
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